Amin MAALOUF
Segretario permanente dell'Académie Française
Le labyrinthe des égarés (pubblicato da Grasset)
Il Premio Vauban
Il Premio Vauban è stato creato quest'anno, 50 anni fa, nell'ambito dell'IHEDN (Institut des Hautes Etudes de Défense Nationale). È sponsorizzato da Radio Classique e GICAT.
Il Premio Vauban viene assegnato ogni anno a un'opera che contribuisca alla promozione, all'illustrazione o allo sviluppo dello spirito di difesa in campo intellettuale, diplomatico, politico, geopolitico o economico. Il premio viene assegnato ogni anno dal presidente della Commissione Vauban, alla presenza del direttore generale dell'IHEDN e del presidente dell'AA-IHEDN, e viene consegnato a dicembre nello storico Salon des Maréchaux dell'Ecole Militaire di Parigi.
Nel corso degli anni, la Commissione Vauban, che si riunisce nella Biblioteca del Patrimonio dell'Ecole Militaire, ha nominato alcuni prestigiosi premiati le cui opere sono state al centro della riflessione nazionale sulle questioni relative allo spirito di difesa: Jean de Gliniasty, Jacques Julliard, François Godement, Nicolas Baverez, François Heisbourg, Gérard Chaliand, Alain Finkielkraut, Bruno Tertrais, Pascal Boniface, Christophe Guilluy, Christian Saint-Etienne, Peter Geiss, Pierre Schoendoerffer, Tzvetan Todorov...
Prix Vauban 2023 - Amin Maalouf, Le labyrinthe des égarés (Grasset).
Guardando alla storia del Giappone, dell'URSS, e poi della Russia, della Cina e degli Stati Uniti, l'autore offre una visione a lungo termine del significato e delle caratteristiche specifiche della nostra civiltà europea e dell'Occidente, nonché delle loro interazioni con altre civiltà. In questo senso, Amin Maalouf - un autore la cui vita intellettuale è costruita su più culture e più lingue - è sempre attento a presentare altre prospettive sugli eventi storici, senza trascurare quelle specifiche della nostra civiltà. Qui troviamo il tema dello "sguardo" che gli è tanto caro, perché questa attenzione allo sguardo di altre culture o di altre civiltà sulla storia è per lui una delle chiavi per comprendere la vera causalità delle cose; per Amin Maalouf è "il primo passo verso la saggezza, [il] primo passo verso una coesistenza armoniosa". Questo gli permette di comprendere meglio i movimenti fondamentali che guidano il nostro mondo da oltre due secoli - e talvolta anche da più tempo - e di cogliere con la massima precisione le origini dei conflitti che emergono oggi.
Il libro di Amin Maalouf espone le ragioni per cui ci siamo persi nel labirinto di questo mondo, a volte così complesso, in modo da poter cogliere l'opportunità di trovare il filo di Arianna che ci condurrà fuori da esso. "Se l'Occidente (...) riuscirà a uscire dalla crisi attuale con una tregua", insiste sulla necessità di usare questa tregua con saggezza. Non si tratta più di un regolamento di conti, ma di costruire una nuova legalità internazionale che apra la strada alla diffusione della prosperità, delle libertà fondamentali e dello Stato di diritto. Non è quindi tanto la guerra quanto il modo in cui desideriamo e agiamo al suo termine a decidere l'esito di questa tregua di cui la nostra civiltà può beneficiare. Come sottolinea Amin Maalouf, "se l'Europa e gli Stati Uniti non approfittano della tregua che la storia sta offrendo loro per costruire finalmente un sistema internazionale in cui tutta l'umanità possa riconoscersi, è possibile che questa opportunità non si ripresenti mai più". Non sorprende quindi che il libro si concluda con questa frase: "Non è troppo tardi. Siamo perfettamente in grado di uscire da questo labirinto. Dobbiamo solo iniziare ad ammettere che abbiamo perso la strada.
Contatto stampa: Delphine.SAMPIC@gicat.fr
